Filippo Vadalà – Terapista ABA, Mental Coach, Autore e Formatore
Filippo Vadalà ha costruito il proprio percorso professionale mettendo al centro un principio preciso: ogni persona può sviluppare competenze, autonomia e maggiore qualità di vita quando viene inserita in un contesto capace di comprenderne realmente bisogni, potenzialità e modalità di apprendimento.
Il suo percorso nasce nel mondo dello sport, ambiente nel quale opera da molti anni ricoprendo ruoli diversi e maturando una conoscenza diretta delle dinamiche legate alla prestazione, alla gestione delle emozioni, alla motivazione, alla comunicazione e alla crescita individuale. L’esperienza sportiva lo porta progressivamente ad approfondire il mental coaching, la Programmazione Neuro-Linguistica e i processi che influenzano comportamento, apprendimento e capacità di affrontare situazioni complesse.
Nel 2022 consegue la qualifica di Mental Coach, proseguendo successivamente la propria formazione nel campo della PNL e dello sviluppo personale. Parallelamente matura un interesse sempre più profondo verso il mondo educativo e, in particolare, verso l’autismo e l’Analisi Applicata del Comportamento.
Nel 2024 consegue la qualifica di Tecnico del Comportamento ABA e nel 2025 quella di Terapista ABA, completando un percorso formativo accompagnato da esperienza pratica e tirocinio. Dal maggio 2025 opera direttamente con bambini e famiglie attraverso MentalSportAut – Servizi per l’Autismo, realtà nella quale svolge interventi domiciliari, attività in contesto scolastico, percorsi individualizzati e supporto alle famiglie, collaborando con professionisti esterni per la supervisione clinica e metodologica dei programmi.
Il suo lavoro quotidiano si concentra in particolare sullo sviluppo della comunicazione, delle autonomie personali, delle abilità sociali e adattive, sulla riduzione dei comportamenti problema e sulla costruzione di competenze realmente spendibili nella vita quotidiana. All’interno dei percorsi utilizza strumenti propri dell’ABA, come pairing, rinforzo, prompting, fading, insegnamento delle richieste, sviluppo del linguaggio funzionale e analisi delle variabili che influenzano il comportamento.
L’approccio di Filippo Vadalà, tuttavia, non si limita all’applicazione tecnica di procedure.
Il suo modo di lavorare parte dall’osservazione della persona prima ancora che dal programma di intervento. Ogni bambino viene considerato nella propria unicità, evitando modelli rigidi o interventi standardizzati. L’obiettivo non è semplicemente ottenere una risposta corretta durante una seduta, ma costruire apprendimenti che possano essere generalizzati nella quotidianità, migliorando concretamente la partecipazione del bambino alla vita familiare, scolastica e sociale.
Particolare attenzione viene dedicata alla famiglia, considerata parte fondamentale del percorso. Per Filippo, infatti, nessun intervento può essere realmente efficace se ciò che viene costruito durante la terapia rimane confinato all’interno della seduta. Per questo motivo il lavoro con i genitori assume un ruolo centrale: comprendere il comportamento, imparare a leggere determinate dinamiche, sapere come rinforzare una competenza o gestire una difficoltà significa aumentare enormemente le possibilità di crescita del bambino.
La formazione nel mental coaching rappresenta, in questo senso, un ulteriore strumento. Non viene utilizzata per sovrapporsi all’intervento clinico o educativo, ma per sostenere gli adulti nel mantenere maggiore consapevolezza, equilibrio e continuità educativa, soprattutto nei momenti più complessi del percorso.
Alla dimensione operativa Filippo Vadalà affianca un’intensa attività di divulgazione, formazione e scrittura. È autore di diversi libri dedicati all’autismo, alla comunicazione, all’educazione e allo sviluppo personale, attraverso i quali cerca di rendere concetti spesso complessi più accessibili a famiglie, educatori e professionisti.
Questa attività nasce dalla convinzione che diffondere conoscenza rappresenti una parte fondamentale del cambiamento culturale necessario attorno all’autismo.
Ancora oggi, infatti, molte famiglie devono confrontarsi non soltanto con le difficoltà legate al percorso dei propri figli, ma anche con pregiudizi, isolamento, informazioni frammentarie e una collaborazione tra servizi che non sempre riesce a essere realmente efficace. Per questo Filippo considera il proprio lavoro anche una responsabilità sociale: contribuire a costruire una cultura nella quale il bambino venga osservato per ciò che può imparare e sviluppare, non esclusivamente attraverso una diagnosi o un’etichetta.
Attualmente prosegue inoltre il proprio percorso universitario in Scienze dell’Educazione, con l’obiettivo di integrare ulteriormente competenze pedagogiche, comportamentali e relazionali.
Alla base del suo metodo rimane una convinzione semplice ma operativamente molto concreta: non esiste un unico percorso valido per tutti.
Quando una strategia non produce risultati, il compito del professionista non è attribuire il fallimento al bambino, ma interrogarsi sul metodo, modificare l’ambiente, cambiare modalità di insegnamento, individuare nuovi rinforzatori e costruire alternative.
È su questa filosofia che si fonda il lavoro di MentalSportAut: osservare, comprendere, intervenire, misurare i progressi e, quando necessario, cambiare strada.
Con un obiettivo che rimane sempre lo stesso: aiutare il bambino a diventare il più possibile autonomo, comunicativo e partecipe della propria vita, accompagnando contemporaneamente la famiglia nel percorso di crescita.